Archivio: ottobre 2013

La musica rock e l’istinto animale

31 ottobre 2013

Detail-chitarra

Un interessante articolo di Sandro Iannacone apparso su galileonet.it Le corde della chitarra vibrano e un brivido scende lungo lacolonna vertebrale: è la sensazione che si prova ascoltando i pezzi distortie “cattivi” della musica rock. Basti pensare, ad esempio, alla versione graffiante e psichedelica dell’inno americano, The Star-Spangled Banner, eseguita da Jimi Hendrix durante il concerto di Woodstock, oppure ai suoni strazianti e disperati delle chitarre dei Velvet Underground. Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università della California – Los Angeles (Ucla) il segreto dell’impatto emotivo così forte che questa musica ha sugli ascoltatori va cercato nella somiglianza tra i suoni distorti e dissonanti, tipici del rock, e i versi emessi dagli animali in situazioni di pericolo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Biology Letters.

Per comprendere meglio l’effetto di questo tipo di suoni, Daniel Blumstein, coordinatore dello studio e direttore del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica ed Ecologia dell’Ucla, ha chiesto la collaborazione di Peter Kaye, un compositore di musiche per cinema etelevisione di Santa Monica, e Greg Bryant, esperto in comunicazioni sociali e biologia evolutiva, oltre che musicista e ingegnere del suono.
Usando dei sintetizzatori, i due musicisti hanno composto una serie di musiche originali di diverse tipologie, ciascuna della durata di 10 secondi: “Volevamo vedere se fosse possibile sopprimere o aumentare le emozioni dell’ascoltatore in base alle caratteristiche della musica”, spiega Blumstein. In particolare, i due hanno un pezzo “neutro”, definito da Bryant “musica da ascensore“, e un motivo con forti distorsioni e picchi, proprio come nell’esibizione di Hendrix del 1969. I ricercatori hanno quindi chiesto a un gruppo di studenti di ascoltare le musiche composte da Kaye e Bryant ed esprimere una valutazione basandosi sul tipo di emozione provata: è risultato che i pezzi distorti evocano sensazioni soprattutto negative (ad esempio paura o tristezza) assai più di quelli neutri. Comparando le relative onde sonore, i ricercatori hanno individuato alcune analogie tra distorsioni rock e versi animali: questi ultimi, in situazioni di pericolo, tendono a immettere rapidamente nei polmoni una grande quantità di aria, che ne modifica il timbro della voce. “La musica con caratteristiche simili ai versi degli animali impauriti”, commenta Blumstein “cattura subito l’attenzione dell’orecchio umano ed è incredibilmente potente dal punto di vista emozionale”. “L’esperimento – continua Bryant – aiuta a spiegare perché le distorsioni del rock eccitano le persone: tirano fuori l’animale che è in ognuno di noi”.
L’effetto è diverso, invece, se la musica è accoppiata a immagini non evocative. In un secondo esperimento, infatti, i ricercatori hanno abbinato i suoni a video raffiguranti scene comuni (persone che camminano o sorseggiano una tazza di caffè): quando hanno ascoltato le musiche in sottofondo ai filmati, gli studenti non hanno trovato particolarmente eccitanti i pezzi, anche se nel complesso hanno avvertito sensazioni più negative rispetto all’esperimento precedente: “Il video elimina l’eccitazione dovuta alla dissonanza musicale, ma non la componente emozionale”, dice Bryant.
Ora, i ricercatori vogliono studiare quali sono gli effetti fisiologici provocati dalla musica sull’ascoltatore, alla ricerca di altre analogie con il mondo animale: “Negli animali, le situazioni di pericolo e le richieste di aiuto aumentano battiti cardiaci e sudorazione”, conclude Blumstein. “Vogliamo capire se, quando si ascolta un determinato tipo di musica, accade la stessa cosa nell’essere umano”.
Riferimenti: Biology Letters
Credit immagine a The James Kendall / Flickr

© Copyright - MTONLINE 2012 - Wordpress Theme by ProjectX